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I collettori termosolari sfruttano l'effetto della conversione fototermica, che trasforma in calore l'energia solare assorbita dalla piastra captante. Il calore prodotto viene quindi trasferito al serbatoio attraverso un fluido, preparato in modo da presentare un'adeguata resistenza agli effetti del gelo.
Delle tre principali tipologie di collettore solare:
• collettori solari piani – vetrati o scoperti
• collettori solari sottovuoto
• collettori solari a concentrazione
le prime due sono utilizzate in sistemi per la produzione di acqua calda per usi domestici, industriali o in strutture aperte al pubblico; i collettori solari a concentrazione sono invece adatti all'utilizzo in generatori solari o grandi centali elettrosolari (solare termodinamico).
Il DM Ministero Economia e Finanze 19.02.2007, i cui effetti sono stati successivamente prorogati con la legge Finanziaria 2008, definisce le installazioni ammissibili alla detrazione IRPEF del 55% quelle per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. In tale contesto, per ottenere il miglior bilancio tra costi e benefici, i sistemi termosolari vanno considerati componenti integrativi ad altre tecnologie che non risentano dell'aleatorietà della fonte di produzione (caldaie o scaldabagni). E' possibile stimare una copertura del 65% dei consumi di acqua calda, con l'obiettivo di utilizzare praticamente il 100% della propria produzione (dimensionamento in base al periodo di massima produzione, recupero in tempi più rapidi del capitale investito). Gli impianti possono essere distinti, in base al sistema di circolazione utilizzato, tra:
• impianti termosolari a circolazione naturale
• impianti termosolari a circolazione forzata
Circolazione naturale
E' la tipologia più semplice ed economica, anche in termini di manutenzione. Il calore generato dal collettore viene ceduto all'acqua sanitaria del serbatoio di accumulo sfruttando la “convezione”, ovvero il fatto che il liquido a temperatura maggiore tenderà a risultare più leggero e quindi a posizionarsi nella parte superiore del proprio contenitore. Per tali motivi è generalmente necessario installare esternamente il serbatoio di accumulo coibentato, immediatamente al di sopra dei collettori.
Circolazione forzata
Il serbatoio di accumulo può essere collocato in una posizione qualsiasi rispetto a quella dei collettori. Questo può risultare necessario in situazioni in cui si vogliono ottenere condizioni di integrazione architettonica per la presenza di vincoli che non consentano di utilizzare le strutture, compatte ma piuttosto evidenti, a circolazione naturale. La circolazione del liquido avviene con l'aiuto di pompe solo quando nei collettori il fluido vettore si trova ad una temperatura più elevata rispetto a quella dell'acqua contenuta nei serbatoi di accumulo. Pertanto, rispetto alla circolazione naturale, sono necessari componenti aggiuntivi ed il sistema risulta più complesso.


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